La fuga dei rom dai campi sotto assedio
Giovedì, 15 Maggio 2008Napoli, altri due roghi. Fischi ai pompieri
NAPOLI — La grande fuga è cominciata all’alba. Una carovana di motocarri scortati dalla polizia ha lasciato l’accampamento rom di via Argine, quello assaltato dalle donne del quartiere Ponticelli martedì pomeriggio. Uomini alla guida, donne e bambini dietro, arrampicati su pile di materassi, coperte e vettovaglie.
Direzione: la scuola Deledda di Soccavo, zona dall’altra parte di Napoli. Quello era il gruppo più numeroso e più difficile da spostare, una sessantina in tutto. Gli altri, più di quattrocento persone, hanno scelto di abbandonare i campi nomadi a gruppetti più piccoli, una-due famiglie per volta. Lo hanno fatto in gran parte di notte, dopo i roghi di martedì sera. Chi si è sistemato da amici, in altri insediamenti della città; chi ha trovato rifugio in vecchi casolari di periferia; chi in campi nomadi fuori Napoli; in dieci hanno avuto ospitalità da un italiano che ha offerto accoglienza per una notte. Qualcuno ha invece deciso di rischiare, di dormire un’altra volta fra cartoni e compensato, sotto i raccordi autostradali di Ponticelli, a due passi da gente che ripete di non voler mai più accampamenti sotto casa.

